venerdì 23 maggio 2014

La vera deriva è la solita vecchia politica

«E così un parlare verace è approvato dai virtuosi ed è una miniera di meriti spirituali e di buona fama.»
(Ārya Śūra, La ghirlanda delle Nascite – Le vite anteriori del Buddha, Epiloghi, 31, Bur 1991, pag. 423)


Nei giorni scorsi ho preso posizione a favore del Movimento 5 Stelle, in città come in Europa, con un intervento un po' veemente...


 Naturalmente, mi sono piovuti addosso insulti ed epiteti d’ogni specie. C’è chi mi ha dato del qualunquista, chi del populista, anche se la parola più ricorrente è stata “fighetto” (che non vedo che cosa c’entri, ad ogni modo...)
   Il più simpatico è stato uno che mi ha consigliato di andare a Cuba e di rimanerci per sempre.
    C’è persino chi ha scritto, testuale: “maddai PFG ..invece di trombonare prova a cercarti un editore senza mandare avanti papi col libretto degli assegni in bocca... te la cultura tse nian cusa le ... e nian al lavour...”
    Ora, indipendentemente dall’opinione che si può avere di me come scrittore, ero in redazione a “L’Informazione di Reggio”, al lavoro, quando – dopo dieci anni di lettere di rifiuto da parte degli editori, allorché , ero ormai disposto a pagare – ricevetti la fatidica telefonata dell’editore Mursia: avevano accettato di pubblicare L’Ultimo Cuba Libre.
  La prima persona a cui lo dissi fu Gianfranco Parmiggiani, amico e direttore di Teletricolore, l’attuale È tv, che stava proprio accanto a me. Quella sera ho festeggiato con i miei amici, al Lord Nelson, e ho offerto da bere – quello sì, con i soldi del papi (un’ottantina d’euro). E questo è tutto.
     Ma non è di questo che volevo parlare.

    È vero, ho espresso la mia stima e ho dato la mia adesione (spirituale, non politica) al M5S.
  Io penso che il cambiamento richiesto in questo momento storico sia molto più radicale e profondo di quello che – nella migliore delle ipotesi – può aver luogo con l’intervento del sistema vigente. È indispensabile rifondare la politica e l’economia nelle loro basi filosofiche e morali, prima ancora che nelle loro dinamiche pratiche.
   L’utilizzo intensivo e sistematico delle fonti di energia rinnovabili, l’emancipazione dalle logiche strettamente economiche e politiche in favore di logiche umane ed etiche, il bisogno di compiere sacrifici personali, da parte dei ceti abbienti, a partire dalla classe politica, che dovrebbe dare il buon esempio, a vantaggio di quelli che si trovano in difficoltà, lo sforzo per far sì che l'Europa non sia un'associazione di usurai legati da interessi economici, ma un'"unione di  cittadini", come dice Grillo... tutto ciò non sembra nei fatti costituire una urgenza per i partiti predominanti, per i quali le vere priorità restano la campagna elettorale e la presa di possesso della poltrona.
 Lo diceva anche Berlinguer che «i partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia».
  Come dichiarò in quella famosa intervista a Eugenio Scalfari: «I partiti di oggi sono soprattutto macchina di potere e di clientela, scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”.» (Link)
  E se tutto questo era vero già all’inizio degli anni ’80, oggi lo è ancora di più.
 Strutture come quelle che abbiamo da decenni, coi loro meccanismi meschini di «do ut des», e gente come quella che li compone (per esempio, tutti i deputati che hanno categoricamente e ripetutamente rifiutato di dimezzarsi indennità e diarie, di estromettere dagli organi di governo i condannati in via definitiva ecc. – per lo più appartenenti al PD e al PDL) debbono essere spazzate via dalla politica, dopodiché si potrà ricominciare, con nuove persone e nuovi – spero – valori.

 In questo senso, ritengo che una forza politica, pur ingenua e distruttiva, come il M5S sia più indicata rispetto ai soliti noti. Del resto, è ovvio che prima di dare un nuovo assetto alla società bisogna smantellare le strutture precedenti.
 Non facciamoci ingannare dai toni aspri di un uomo di spettacolo come Grillo. Il Movimento 5 Stelle è prevalentemente composto da giovani onesti, volenterosi e altruisti (lo hanno dimostrato dimezzandosi le indennità di parlamentari) e intolleranti ai giochetti a cui tutti noi siamo tristemente avvezzi – per me è questo il rinnovamento di cui c'è bisogno.
  Gli egoismi personali continueranno a paralizzare il sistema finché una forza nuova non li spazzerà via. Forse quella forza nuova è il M5S, non lo so, ma non mi sembra vi sia alternativa e ritengo che i partiti abbiano presentato prove sufficienti della propria incapacità strutturale di uscire da questo tipo di logiche economiche e politiche.
  Occorre che il fulcro della "ragion di stato" si sposti dal piano politico ed economico a un piano meno burocratico e ipocrita, a un piano più schiettamente umano, diretto e genuino, ed è evidente che le vecchie intelaiature politiche non possiedono elasticità sufficiente a causa del loro background.
    Certi toni di Grillo sembrano eccessivi anche a me, certo. Tipo la minaccia di “processi del web” - cosa che ritengo, peraltro, di difficile realizzazione pratica e giuridica. Ciò nonostante, mi sembra che la forza M5S sia l'unica ventata di novità che abbiamo in Italia da decenni.
  Parlano di “deriva grillina”, ma secondo me la vera deriva è quella della malapolitica e della malaeconomia che abbiamo avuto fino ad ora e che ci hanno traghettati fino alla “città dolente” della crisi, nel regno del compromesso e del relativismo dei valori.
   La deriva è in atto da decenni, e quello del M5S è piuttosto un tentativo di fermarla. Un tentativo maldestro, se vogliamo, a tratti selvaggio, burlesco e sgraziato, ma l’unico in corso.
    La deriva non è Grillo. La deriva è la solita vecchia politica, dove le cose continuano a peggiorare, lentamente, inesorabilmente.

   Quanto a tutti quelli che si riempiono la bocca di parole come “qualunquista” e “populista”, voglio dire questo: va bene, il M5S sarà anche un po’ populista, ma un po’ di populismo fa bene, ogni tanto, quando il potere è ormai del tutto autoreferenziale, arrogante e fuori controllo. Il populismo, in questo caso, ha una sua funzione perché rappresenta il contrattacco degli anticorpi in un organismo sociale stipato di batteri.
  E non c’è niente di male in un po’ di qualunquismo, quando i fatti sono sotto gli occhi di tutti.

  Eccone uno...
  La domanda parrà naïf... Che cosa ci fanno i condannati in Parlamento? Perché sono lì?


 Sono lì perché le proposte di legge per impedire ai condannati in via definitiva l’accesso e la permanenza negli organi di governo, consentendoli solo agli incensurati, sono sempre state accantonate o bocciate dai partiti.
  E pensare che una proposta di questo genere (comprensiva del tetto di 2 mandati) è stata presentata nel lontano 2007 al governo di centrosinistra da un Movimento 5 Stelle ancora agli albori, e riproposta l’anno scorso... ma in entrambi i casi non se ne è fatto nulla.



     I fatti sono sotto gli occhi di tutti, ripeto. Ma non è che molti elettori irremovibili del PD e del PDL fanno così?


 Insomma, quelli vedono la pagliuzza nell’occhio di Grillo e non si accorgono del trave che hanno nel culo mercé l’operato dei partiti.

 Scusatemi, se non riesco a dimenticare che nei partiti, a destra come a sinistra, abbiamo quelli che rifiutano categoricamente di abbassarsi diarie e indennità (spero che il sevizio Rai di Milena Gabanelli funzioni, perché guardacaso su Youtube è stato bloccato alcune settimane fa )



mentre dall’altra parte abbiamo questa gente qui:


 Poi, da entrambe le parti, ci sono le eccezioni, certo, e non sono poche. Ma non fanno che confermare la regola.

  Insomma, ce lo ha detto anche il Papa, non dobbiamo avere paura di andare contro corrente... Clicca qui se non vedi il video!



 Andiamoci, e speriamo che sia la volta buona!

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Piccola postilla: la raccolta dell’organico in centro storico – un tema su cui si sono accentrate tutte le mie peggiori manie e psicosi ossessivo-compulsive, come ben sa chi mi segue su Facebook.

No perché il PD parla di potenziamento della raccolta differenziata in campagna elettorale, poi quando uno (io) va a dirgli che è urgente fare la raccolta dell’organico anche entro l’esagono, prima lo ignorano, poi, dopo che ha creato una piccola sommossa popolare su Facebook minacciando di andare a depositare i sacchettini dell’organico nell’androne del Comune, gli rispondono con una email scritta da chissà chi ma firmata – udite, udite – dall’ex sindaco Delrio, senza presentare motivazioni plausibili (quanto mai costerà mettere una ventina di cassonetti di plastica e far girare un paio di Apecar per svuotarli ogni tanto?), email alla quale il sottoscritto risponde senza tuttavia ricevere risposta.
    Insomma, quando uno chiede qualcosa – e non si è in campagna elettorale – lo trattano con sufficienza oppure lo ignorano.

    Al di là di questi ultimi motivi, che sono sì un po’ grossolani e qualunquisti, ho le mie ragioni per esprimere un parere favorevole al M5S, come ho accennato poco fa.

     Se a qualcuno interessa, sono disponibili su questo blog due “pamphlet multimediali”, estratti dalla serie di libri che uscirà prossimamente, in cui ne tratto in modo più approfondito:




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